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giovedì 22 ottobre 2009

Parlare di 2.0 in modalità 1.0

Ieri ho seguito di persona l'incontro su "2.0, nuove job opportunities" svolto presso l'Università di Siena.


A parte le belle parole, i bei propositi per il futuro...mi sento di fare alcune considerazioni, in puro stile 2.0 :-)


Premesso che non significano niente le definizioni di questo tipo, come ben detto da Mirko Lalli, è giusto precisare che secondo me il 2.0 è un modo di osservare il mondo con una prospettiva molto più complessa di come siamo abituati ad interagire con esso.

Forse sono un pò deluso dalle aspettative della giornata, e per chi fa marketing sa cosa intendo...

Ho avuto come la sensazione che si stesse parlando di una "favola" già sentita in cui ci sono dei mondi possibili, e dei mondi immaginari, molto vicini alla nostra realtà e se non ci siamo dentro vuol dire che non avremo mai le possibilità che questi meravigliosi mondi permettono.

Si è parlato di blogger e di freelance con l'esperienza di Elena Farinelli detta Nelly...

Ma molto onestamente sono in disaccordo sul fatto che esistano molte aziende alla ricerca di persone che sappiano utilizzare strumenti di condivisione....

Premesso che più del 90% delle aziende italiane è fatto di PMI, quello che queste aziende cercano è più che altro di capire come poter applicare questi strumenti e come poterli fare funzionare nelle loro aziende....pertanto ci vorrà ancora molto affinchè si generi una vera e propria richiesta di figure "ibride" che sappiano usare strumenti di condivisione.

Le aziende attualmente non sanno ancora come inquadrare un ipotetico "freelance" che svolga attività di "PR" o di marketing presso di loro

Perchè credo che la giornata ha agito in "vecchio stile" e non ha seguito la vera filosofia del 2.0?

Perchè invece di appesantire la giornata con un soliloquio unidirezionale fatto di presentazioni supermegalattiche, di belle immagini nonchè di "Mondi paralleli".... perchè non si cominciava intervistando tutti quei ragazzi che erano in sala?

Perchè non si cominicava chiedendo loro cosa si aspettano da questi nuovi strumenti per dare semmai delle risposte, anzi delle opinioni da esperti quali obiettivamente sono.

Invece no!

Si è pensato solo alla fine della giornata a dare spazio alle domande...con scarso successo, ovviamente! Dopo che mezza classe tutto ad un tratto si è alzata ed uscita mi sembrava evidente che qualcosa del famigerato "share your mind" non aveva funzionato.

La mia visione è che per parlare di nuovi strumenti e nuove forme di comunciazione bisogna cominciare applicandole materialmente .... perchè di belle presentazioni e di belle parole siamo un pò stufi tutti....


Naturalmente questa è solo la mia opinione....


Mi piacerebbe sapere le opinioni di Mirko Lalli, Elena Farinelli, e di Robert Piattelli

http://www.wikio.it

17 commenti:

Mirko Lalli ha detto...

Ciao Dario, mi spiace che la giornata non ti sia piaciuta.
Rispondo solo per me: per quanto mi riguarda era chiaro il mio ruolo, dovevo raccontare quello che facciamo e le persone che abbiamo assunto, con un profilo non convenzionale, e che abbiamo messo a lavorare ai nostri progetti. Sono d'accordo con te per le modalità: d'altra parte ci hanno chiesto di fare una specie di lezione, non un barcamp... Credo però che tutti i relatori saranno disponibili a conversazioni e interazioni online, in modalità 2.0 reali. Non sottovalutare inoltre gli scenari: solo comprendendo gli scenari sarai pronto ad affrontarne i cambiamenti.
"Non è la specie più forte che sopravvive nè la più intelligente, ma quella più ricettiva ai cambiamenti". Charles Darwin

quando vuoi.
m

Robert ha detto...

Entro nel dibattito.

Ha ragione Mirko. L'incontro era per presentare ESPERIENZE concrete, per creare un link ai partecipanti sulle nuove Opportunities.

Niente di più, niente di meno.

Presentazioni moderate, non un BarCamp (organizziamolo!)

Per quanto riguarda i tempi per un mercato del lavoro capace di accogliere nuovi profili professionali, l'invito rivolto agli studenti è quello di riflettere sulle proprie attitudini, iniziare a considerare l'opportunità di fare un setup del proprio profilo in chiave anche di nuovi scenari, inimmaginabili fino a pochi mesi addietro.

Tutto qui, niente di più.

Ottimo comunque il tuo contributo, faccio girare questo luogo dove poter contribuire al dibattito.

Scrivi bene, sei "seduto su un portafoglio...."

Robert

studentefreelance ha detto...

Ciao mirko,
mi fa piacere che tu abbia risposto.
Non posso dire che non mi sia piaciuta, ma che non ha soddisfatto le mie aspettative...
Ciò significa che se io mi aspettavo 100 ho soddisfatto 60....ma 60 non è un tasso di soddisfazione negativo!;-)

Gli scenari futuri?beh quelli li sto seguendo da un pezzo e non farei questa critica se non stessi dietro a certi "movimenti" di pensiero che si ricollegano al filone della condivisione...

Quello che pongo come critica non è rivolta a te o a robert o a elena è una critica alla modalità di condivisione di una rivoluzione in atto...la rivoluzione della fruizione del contenuto....

Il contenuto non è più solamente ricevuto ma assorbito e ritrasmesso...

La mia sensazione è che facendo appunto "lezioni" non si esprime al meglio questo concetto fondamentale...

ciao

Mirko Lalli ha detto...

Su questo hai perfettamente ragione. Non posso che concordare.

studentefreelance ha detto...

Mi è stato segnalato che "Moderare" i commenti non rientra nell'ottica della condivisione...

Ma bisogna specificare, nel mio caso, che l'uso dello "strumento" moderazione mi serve per ricevere la segnalazione di un commento tramite mail...

in tema di cambiamenti(riprendendo mirko) il cambiamento è il modo di utilizzare strumenti "vecchi" e trovare nuove forme di utilizzo...

Se conoscete un sistema migliore,proprio nell'ottica della condivisione di esperienze, potete lasciarmi un suggerimento e lo applicherò...:-)

@robert

i nuovi profili che sono ipotizzabili non hanno aderenza con la reale necessità delle aziende.

Le aziende ,ma soprattutto le nuove aziende,hanno necessità di cambiare il "paradigma" per ricevere un contenuto.

Capisco che vi è stato chiesto "semplicemnte" di relazionare circa il web 2.0 e le sue potenzialità...

La mia insoddisfazione è stata nel ricevere informazioni "vecchie"...

Ho fatto la tesi triennale nel 2005 ed ho parlato delle rivoluzioni di internet...nel 2007 ho fatto la tesi specialistica ed ho trattato il caso particolare dei blog didattici all'interno di una proessione didattica...

Quello che osservo è che esiste ancora troppa "ignoranza" da parte della maggioranza delle persone su certi temi...non perchè non usano certi strumenti....ma perchè non viene reso "pratico" il cambio di paradigma che la rete permette.

Per cambio di paradigma intendo la capacità di scambiare informazioni e produrne nuove in maniera trasversale....

Per la maggioranza un social network è uno strumento di "cazzeggio", secondo me è uno strumento con un elevato potenziale di interazione.

Cosa voglio dire in conclusione?


Vorrei solo darvi un mio personale suggerimento per i prossimi incontri... date prima spazio a chi deve ricevere l'informazione e partite da loro per generare contenuti.

Anche perchè se non mettiamo al centro di tutto la "connessione" trale "persone" e la tecnologia(supporti tecnologici,pc,proiettore, etc...) ci abbandona rischiamo di non sapere da dove cominciare...per generare contenuti

Nelli ha detto...

ciao Daniele
hai ragione, sai che ci avevo pensato?
in genere prima di parlare davanti a un'aula io chiedo sempre con chi ho a che fare, cosa sanno di questo famoso web 2.0 e cosa si aspettano da questo incontro.
stavolta mi sono peritata perchè rimasta un po' "intimorita" dall'istituzionalità del luogo e dei miei compartecipanti.
ma avrei dovuto seguire l'istinto.
come avrai notato, non avevo preparato slides pirotecniche come quelle di Mirko (che invidio molto!!) proprio perchè le volevo lasciare in secondo piano. avevo anche pensato di alzarmi e venire di la dalla cattedra, come amo fare, ma mi sono bloccata per via del microfono rigido.
il tuo commento mi fa capire che era giusto fare diversamente. :)
hai fatto bene a dirlo.


questione aziende: io sono volutamente ottimista e positiva per contrastare il messaggio dei media tradizionali "c'è crisi, non c'è lavoro, giovani disoccupati, ecc."
so bene che non sono tante le aziende pronte a capire e inserire certe professionalità nel loro organico.
ma di sicuro ce ne sono diverse (e sulla toscana più di quante l'offerta riesca a soddisfare) pronte a sperimentare, a chiedere, a provare.
magari piccole cose, ma è un inizio.
al momento in questo settore c'è richiesta.
non so da qui a 5 anni, ma quello che vedo è una sete di conoscenza di questo "maledetto" web 2.0 che va oltre alle mode del momento.

grazie delle tue "critiche" sono sempre costruttive!
ciao
elena

studentefreelance ha detto...

Grazie a te elenan per la tua importante opinione.

Questo è un buon esempio di cosa può generare il "sistema" rete...

:-)

Ciao ragazzi grazie

Ev3_bto ha detto...

Ciao! Io sono una degli "Evangelisti 2.0" e ho partecipato anche io all'incontro.

Concordo perfettamente con te sul fatto che si sarebbe dovuto dare "peso" alle esperienze delle persone presenti in sala, è una cosa che ho pensato anche io...infatti durante le varie presentazioni pensavo "chissà a che tipo di pubblico stiamo parlando" e mi capitava di guardarmi intorno per cercare di capire che tipologia di persone erano presenti e quanti di loro avevano idea di cosa si stesse parlando.
Ho trovato infatti molto interessante il momento in cui la ragazza straniera ha parlato di se e di ciò che fa.

Riguardo al tema aziende, fai bene a distinguere le PMI dalle grandi aziende, ed è vero che in Toscana le prime sovrastano di gran numero le seconde...E' QUESTO IL PUNTO!

Le "grandi" aziende hanno perfettamente idea di cosa si sta parlando, anzi spendono capitali per stare al passo con tutto ciò che è web 2.0 attraverso l'invenzione di ruoli sempre più innovativi, per cui sono davvero alla ricerca di figure di questo tipo.

Il punto cruciale sono, come dicevi tu, le PMI. Non solo spesso non hanno idea di cosa siano web 2.0, turismo 2.0 ecc...ma delle volte non vogliono proprio farne parte in quanto troppo attaccate ai "vecchi" e tradizionali metodi. E' qui che diventa importante il nostro ruolo di divulgatori del web!
Se non impareranno a stare al passo con i tempi, presto la maggior parte di queste imprese saranno letteralmente schiacciate dalle più grandi in un'era dove anche per trovare una via gli utenti accedono prima di tutto al web!

Da questo punto di vista, incontri sotto forma di "lezioni" sono il primo passo per INSEGNARE cosa c'è li fuori, cosa li aspetta. L'interazione avverrà automaticamente...se si capisce di cosa si parla si ha la curiosità di chiedere come fare...

Per concludere, personalmente ritengo che effettivamente gli incontri debbano essere strutturati in base alla tipologia di pubblico che verrà a seguire, ma dare lezioni di web 2.0 sia ancora MOLTO importante...se chi sta dall'altra parte non ha idea di cosa sia non potrà di certo interagire!

Questo è il mio pensiero e ti ringrazio di avere aperto questa interessante discussione...le critiche costruttive ritengo siano la base per il raggiungimento dell'eccellenza!

Ciao e spero di vederti al BTO!

studentefreelance ha detto...

@ev3_bto

grazie anche della tua opinione.
D'accordissimo sul fatto che ci volgiono ancora "lezioni" se è giusto chiamarle così...
Ma è la metodologia che va cambiata.

IN riferimento a:

"L'interazione avverrà automaticamente...se si capisce di cosa si parla si ha la curiosità di chiedere come fare..."

Credo che sia proprio questa la convinzione che ci induce a sbagliare...

Siamo ancora troppo abituati a schemi "rigidi" che sovrastano le nostre relazioni...è per questo che l'automatico non può scattare.
Solo "mettendo in pratica" lo scambio può avvenire il passaggio ad un modo di interagire diversamente.

MA ripeto tutto ciò che dico è solo una critica personale che include anche me...una riflessione ad altavoce direi...


Può anche darsi che i ragazzi che hanno assistito alla "lezione" siano rimasti soddisfatti...

Ma questo non lo sapremo mai...Perchè non hanno espresso una opinione in merito...


Spero di esserci al Bto e poter continuare ilo confronto...


Ciaoo

Robert ha detto...

ferve il dibattito....bene!

studentefreelance ha detto...

un barcamp a siena? potremmo pensarci...dove posso informarmi sull'organizzazione necessaria per avviarne uno?

studentefreelance ha detto...

@robert...

mi piace lo scambio di idee...ma soprattutto è interessante come tutti, nonostantetutto, abbiate condiviso con me il principio di fondo...ovvero, che il web sociale ha una ed una sola prerogativa :dare spazio di espressione!

Robert ha detto...

@Daniele

Fermo lì!

Siena era una PRESENTAZIONE/INCONTRO con l'obiettivo di creare LINKS, non un DIBATTITO.

Come vedi, in questo caso il dibattito prosegue su altri luoghi, questa volta si in modalità 2.0

studentefreelance ha detto...

@robert

si si certamente forse sono stato frainteso...l'espressione

...è interessante come tutti, nonostantetutto, abbiate condiviso con me il principio di fondo...ovvero, che il web sociale ha una ed una sola prerogativa :dare spazio di espressione!



Era proprio in riferimento a ciò...ovvero che la possibiltà di interazione generata in molteplici forme , come sta avvenendo qui...è molto interessante!


Sarebbe una discussione da portare avanti, magari la rpossima volta che ci incontriamo!

Cmq aparte le discussioni devo ammettere ke sei davvero in gamba, Complimenti

Ev3_bto ha detto...

@studendefreelance:
Forse non mi sono spiegata bene su un punto...dicendo:

"...se chi sta dall'altra parte non ha idea di cosa sia non potrà di certo interagire!"

Volevo dire che se cerco di fare un dibattito con persone che non sanno nulla dell'argomento si finirà per forza con il fare un monologo!

Ovvio che cercare di coinvolgere è la base di tutto, ma solo se si hanno le basi per comprendere ciò di cui si parla.

Esempio assurdo: se voglio parlare di web 2.0 ad un fruttivendolo devo prima spiegarlo, non posso creare un incontro basato sullo scambio di opinioni perchè lui non avrà nulla da dire. Quindi prima gli spiego cos'è e poi, al massimo, posso chiedere se ha capito e cosa ne pensa!

Ho fatto un esempio stupido ma era per capire che non bisogna dare per scontato che tutti abbiamo una infarinatura sul 2.0 solo perchè NOI sappiamo di cosa si tratta.
Purtroppo la max parte delle persone, anche studenti, ancora oggi non hanno le idee chiare.

Per questo ho detto che "...gli incontri debbano essere strutturati in base alla tipologia di pubblico che verrà a seguire"...sulla base di questo si può scegliere la forma DIBATTITO o PRESENTAZIONE.


Cmq se si riuscisse a fare davvero un BarCamp ne sarei davvero felice...e soprattutto spero che molti seguano il tuo esempio e discutano in modo attivo, in rete o di persona, su ciò a cui hanno assistito...

A presto ^_^

studentefreelance ha detto...

@ev3bto

ciao, avevo capito a cosa ti riferivi...forse però sono stato poco chiaro io nell'espressione.

Ribadisco che non sto facendo "causa" all'evento specifico di Siena ma di un modo generico di "insegnare" una matia come quella del web sociale...

riprendo quando da te detto perchè ritengo sia ben chiaro cosa voglio contraddire:

"Esempio assurdo: se voglio parlare di web 2.0 ad un fruttivendolo devo prima spiegarlo, non posso creare un incontro basato sullo scambio di opinioni perchè lui non avrà nulla da dire. Quindi prima gli spiego cos'è e poi, al massimo, posso chiedere se ha capito e cosa ne pensa!"

Il web sociale non si deve spiegare come se fosse una lezione ma lo si deve mettere in atto...il web 2.0 non è l'utilizzo di twitter o di facebook ma l'approccio con cui si utilzzano questi ultimi...

Per capirci e tornare al fruttivendolo....
Lui non lo capirà mai cosa cambia nell'approcio con il cliente se gli si dice che usare un blog può essere un modo diverso di relazionarsi e di "raccontarsi"...

Sia perchè non ha tempo per apprendere la tecnologia sia perchè "inconsciamente" lui già utilizza nella vita reale strumenti "social" ma non sa di utilizzarli...

Come diceva il prof. Masini molti usano un broswer ma non sanno cosa sia...tanto per fare un esempio...

Ecco perchè dicevo che forse per spiegare il web 2.0 l'unica cosa da fare è di renderlo "pratico" con la messa in atto di un pricipio che è la base importante...
"nessuno da lezioni tutti possiamo condividere le nostre esperienze e solo mettendoci a confronto potremo capire cosa è quel valore aggiunto di cui così tanto parlano"

Se così non è forse sono io sulla strada sbagliata...

Brasil na Italia ha detto...

Salve a tutti,
Io invece devo dire che l'evento mi è piaciuto tantissimo.
Finalmente trovo persone che "parlano" la mia lingua, che credono che si possa fare qualcosa di nuovo nel campo della comunicazione.
Persone che hanno capito che il mondo sta cambiando e chi ha il coraggio di partire ora sarà un passo avanti.
Certo, non esistono ancora risposte sicure o definitive, siamo in fase di sperimentazione (anche perché la sicurezza di un tempo non esiste più!)
E' un lavoro bellissimo quello di condividere le informazioni e le esperienze di Mirko, Nelly, Robert e gli altri che hanno parlato.
Si, perché loro fanno. Stanno mettendo in pratica le idee, non è soltanto blablabla.
Poi se vuoi sapere, vai a fare un giro in tutti gli alberghi nel centro di Firenze: il 100% ha un sito internet! Magari scadente, ma ce l'ha.
Gli albergatori Iniziano a fare i primi esperimenti col web perché hanno visto i risultati altrui.
C'è sempre bisogno che qualcuno faccia il primo passo e se questo passo va nella direzione del successo, tutti gli altri lo seguiranno.
Un saluto,
Barbara - la brasiliana

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