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sabato 7 giugno 2008

Come apprendono i "nativi" digitali a scuola?


Sarà ormai noto a tutti che il mondo della scuola sta vivendo un periodo di "dislessia".

Si opera su livelli di apprendimento diversi con lo svantaggio di non incontrarsi mai.

I metodi di insegnamento sono rigidi e la motivazione dei ragazzi scarsa.

Nessuno sembra poterci fare molto. La risposta più ovvia e banale che ho sentito dire finora è stata: Ai miei tempi si aveva più rispetto per la scuola, adesso questi ragazzi non hanno più valori!

A prescindere dal fatto che ogni generazione ha un punto di rottura con la generazione precedente, immaginimaoci quando le genrazioni di distanza tra un alunno ed un docento sono più di una cosa può accadere.

Ma non si tratta di semplice distanza cronologica, ma di un qualcosa di più.

Si tratta di una distanza sistemica, di percezione dello spazio geografico di riferimento.

Chi ha avuto la sfortuna/fortuna di nascere negli anni 80 ha vissuto quella che gli studiosi chiamano l'era dei nativi digitali, ovvero coloro i quali sono nati di pari passo con i media digitali.

Questo ha comportato uno squilibrio tra la parte insegnante e la parte docente, soprattutto per le ultime leve di questi anni.

La continua accellerazione del tempo e dello spazio ha dato modo ai ragazzi di avere un senso dell'orientamento del tutto diverso da coloro che "pretendono" insensatamente di inculcare o inalare loro dei concetti basati su una struttura rigida e poco interattiva.

E' come se si parlasse con due sistemi di comunicazione diversi, uno analogico e l'altro digitale.

Uno lento e l'altro veloce.


Per non farla troppo lunga...voglio arrivare al dunque.

Quello che ho scoperto è un progetto nato per far fronte a questo dislivello sistemico.

Si tratta del progetto Taccle (Teachers’ Aids on Creating Content for Learning Environments) trovato su NuoviAbitanti.

Il progetto mira a dar una chiave di lettura ai docenti che si trovano in difficolta con il inafferrabile(almeno per ora) avanzamento tecnologico da parte dei discenti...

http://www.wikio.it

1 commento:

Esperto Seo ha detto...

Ciao Daniele! Premetto che provengo da un non stop lavorativo dioltre 30 ore, senza dormire, e quindi scusami se non sarò così esaustivo.. Comunque approfitto di questa tua palla lanciata, per riempire questo post con il mio modesto pensiero :)

Sai già come la penso, o almeno in parte, su come sia strutturato ad oggi il sistema di insegnamento Italiano. Specifico "Italiano" perchè dobbiamo ammettere che anche qui, come in quasi tutto ormai, siamo rimasti agli anni 80.

La soluzione secondo me deve essere drastica, ovvero, per come la vedo io, il personale docente dovrebbe, al punto in cui si è arrivati, continuare a studiare quotidianamente, attraverso dei canali che potrebbero e allo stesso tempo dovrebbero essere suggeriti dagli stessi organi studenteschi.

Da quella che è la mia esperienza giornaliera, posso confermarti, che spesso vengo contattato da ragazzi delle Università per avere dei suggerimenti o chiarimenti o conferme su pensieri o progetti futuri e presenti nei quali credono e sono coinvolti.

Sappiamo tutti che internet ha segnato una svolta, ma non si può nemmeno pretendere di mettere in gioco il rapporto insegnante-studente, sciolinando informazioni più o meno attendibili che si sono apprese il giorno prima navigando in un Forum o un Blog qualunque.

Vanno comunque seguiti dei metodi e dei percorsi che ritengo facciano parte del concetto base di scuola. Cioè debbano dare allo studente un vero e proprio metodo di studio, che lo renda indipendente e vigile di quanto realmente accade intorno a lui anche per strada e non solo davanti a un monitor.

Sappiamo tutti quali danni ha portato l'eccesso di protagonismo che istiga giornalmente la rete e soprattutto canali come YouTube.

Alcune cose non possono assolutamente entrare a far parte di un percorso di studio che possa ritenersi autorevole se non facenti parte di un progetto all'interno di un piano regolatore.

Una volta esisteva il programma didattico, e credo che oggi sia proprio quello che venga a mancare.

La colpa non può essere riservata solo alle istituzioni o agli organi docenti, ma anche agli studenti, che dovrebbero responsabilizzarsi di più in modo automatico e involontario.

Tutto questo non accade proprio perchè gli organi competenti, ad oggi hanno perso qualsiasi potere di giudizio e di voto nei confronti dei ragazzi.

Chi "studia", oggi pretende e basta, senza mai mettersi in gioco, e se qualcosa va storto si passa direttamente alle minacce e quant'altro.

E' come parlare di una polizia impotente difronte ad una carica di Ultras allo stadio. Chi becca la manganellata, il giorno dopo denuncia la Polizia.

E' su questo che secondo me bisogna riflettere, per uscire in modo proficuo e condiviso, da questo periodo buio.

Adesso basta se no ti annoio a morte.. La prossima volta ti faccio un video, perchè a scrivere starei qui fino a domani, e onestamente se devo scrivere un libro, ci faccio il Business io :D

Un abbraccio carissimo, ci si sente di risposta ;)

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