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sabato 31 ottobre 2009

Come guadagnare 50 euro no-profit

Doctor Brand: Come ti faccio donare 50 euro

Un video molto intricante e terribilmente "reale"...

Quali canali attraversa il denaro?

Un'associazione no-profit per il sociale è consapevole dei "trascorsi" del denaro...ma ottiene comunque il modo per raggiungere il suo obiettivo.

Segnalo il canale youtube di doctorbrand per rimanere aggiornato su video non convenzionali

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mercoledì 28 ottobre 2009

Monte Dei Paschi irretizzata...

Il nuovo spot della Banca Monte dei Paschi di Siena

Ritengo si stiano facendo grossi passi in avanti verso la digitalizzazione di Enti e Istituzioni...
Quello che però mi risulta un pò "traballante" è la modalità con cui ci si avvicina a certe tecnologie.

Non voglio dare giudizi affrettati o dovuti ad un pregiudizio poco concreto, resterò quindi a guardare gli sviluppi di un canale youtube della Banca Monte Dei Paschi di Siena.

Vorrei solo condividere una massima di fondo:


"L'innovazione non passa attraverso gli strumenti ma nella modalità di utilizzo dello strumento stesso"

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Doctor Brand ed in questo caso anche David Rossi che è responsabile della Comunicazione del MPS

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martedì 27 ottobre 2009

Quando il social network è fatto male

Social network in ufficio? Aziende in perdita! | Software | PMI.it

Colgo l'occasione per prendere spunto per il mio progetto di Master...

Ma non sarà che bisognerebbe investire di più in formazione sugli utilizzi benefici dell'uso "social" della rete?

Mi sembra riduttivo ed anacronoistico chiudere l'accesso ai social network in azienda....piuttosto sarebbe necessario avere conoscenza di un uso sbagliato e prendere provvedimenti nel trasformare le debolezze in punti di forza...

Se i dipendeti si divertono a "socializzare" perdendo tempo...diamo loro la possibilità (attraverso formazione) di lavorare socializzando...

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lunedì 26 ottobre 2009

il fruttivendolo è già 2.0...

Premesso che uso la metafora del fruttivendolo solo perchè è stato usato come esempio in una dicussione che fa riferimento all'incontro su: "2.0, nuove job opportunities"

In seguito ad un commento in cui si diceva che prima di "condividere le opinoni bisognava spiegare cosa sia web 2.0, ho risposto:


ciao, avevo capito a cosa ti riferivi...forse però sono stato poco chiaro io nell'espressione.

Ribadisco che non sto facendo "causa" all'evento specifico di Siena ma di un modo generico di "insegnare" una materia come quella del web sociale...

riprendo quando da te detto perchè ritengo sia ben chiaro cosa voglio contraddire:

"Esempio assurdo: se voglio parlare di web 2.0 ad un fruttivendolo devo prima spiegarlo, non posso creare un incontro basato sullo scambio di opinioni perchè lui non avrà nulla da dire. Quindi prima gli spiego cos'è e poi, al massimo, posso chiedere se ha capito e cosa ne pensa!"

Io credo invece che il web sociale non si deve spiegare come se fosse una lezione ma lo si deve mettere in atto...il web 2.0 non è l'utilizzo di twitter o di facebook ma l'approccio con cui si utilzzano questi ultimi...

Per capirci e tornare al fruttivendolo....
Lui non lo capirà mai cosa cambia nell'approcio con il cliente se gli si dice che usare un blog può essere un modo diverso di relazionarsi e di "raccontarsi"...

Sia perchè non ha tempo per apprendere la tecnologia sia perchè "inconsciamente" lui già utilizza nella vita reale strumenti "social" ma non sa di utilizzarli...

Come diceva il prof. Masini molti usano un broswer ma non sanno cosa sia...tanto per fare un esempio...

Ecco perchè dicevo che forse per spiegare il web 2.0 l'unica cosa da fare è di renderlo "pratico" con la messa in atto di un pricipio che è la base portante...

"nessuno da lezioni tutti possiamo condividere le nostre esperienze e solo mettendoci a confronto potremo capire cosa è quel valore aggiunto di cui così tanto parlano"

Se così non è forse sono io sulla strada sbagliata...

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giovedì 22 ottobre 2009

Parlare di 2.0 in modalità 1.0

Ieri ho seguito di persona l'incontro su "2.0, nuove job opportunities" svolto presso l'Università di Siena.


A parte le belle parole, i bei propositi per il futuro...mi sento di fare alcune considerazioni, in puro stile 2.0 :-)


Premesso che non significano niente le definizioni di questo tipo, come ben detto da Mirko Lalli, è giusto precisare che secondo me il 2.0 è un modo di osservare il mondo con una prospettiva molto più complessa di come siamo abituati ad interagire con esso.

Forse sono un pò deluso dalle aspettative della giornata, e per chi fa marketing sa cosa intendo...

Ho avuto come la sensazione che si stesse parlando di una "favola" già sentita in cui ci sono dei mondi possibili, e dei mondi immaginari, molto vicini alla nostra realtà e se non ci siamo dentro vuol dire che non avremo mai le possibilità che questi meravigliosi mondi permettono.

Si è parlato di blogger e di freelance con l'esperienza di Elena Farinelli detta Nelly...

Ma molto onestamente sono in disaccordo sul fatto che esistano molte aziende alla ricerca di persone che sappiano utilizzare strumenti di condivisione....

Premesso che più del 90% delle aziende italiane è fatto di PMI, quello che queste aziende cercano è più che altro di capire come poter applicare questi strumenti e come poterli fare funzionare nelle loro aziende....pertanto ci vorrà ancora molto affinchè si generi una vera e propria richiesta di figure "ibride" che sappiano usare strumenti di condivisione.

Le aziende attualmente non sanno ancora come inquadrare un ipotetico "freelance" che svolga attività di "PR" o di marketing presso di loro

Perchè credo che la giornata ha agito in "vecchio stile" e non ha seguito la vera filosofia del 2.0?

Perchè invece di appesantire la giornata con un soliloquio unidirezionale fatto di presentazioni supermegalattiche, di belle immagini nonchè di "Mondi paralleli".... perchè non si cominciava intervistando tutti quei ragazzi che erano in sala?

Perchè non si cominicava chiedendo loro cosa si aspettano da questi nuovi strumenti per dare semmai delle risposte, anzi delle opinioni da esperti quali obiettivamente sono.

Invece no!

Si è pensato solo alla fine della giornata a dare spazio alle domande...con scarso successo, ovviamente! Dopo che mezza classe tutto ad un tratto si è alzata ed uscita mi sembrava evidente che qualcosa del famigerato "share your mind" non aveva funzionato.

La mia visione è che per parlare di nuovi strumenti e nuove forme di comunciazione bisogna cominciare applicandole materialmente .... perchè di belle presentazioni e di belle parole siamo un pò stufi tutti....


Naturalmente questa è solo la mia opinione....


Mi piacerebbe sapere le opinioni di Mirko Lalli, Elena Farinelli, e di Robert Piattelli

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sabato 17 ottobre 2009

Il marketing in un libro...

[mini]marketing: Il libro di [mini]marketing è online [il blog del marketing minimale]





Il libro realizzato da Gianluca Davoli...pardon...Diegoli... :-) meglio conosciuto come [mini]marketing é un esempio di cosa può generare la "connessione" tra più persone, menti,aziende, società...

Nel caso in questione si tratta di un'esplosione di idee avvenuta grazie al contributo di centinaia di persone collegate tra loro per mezzo di un blog o un forum o chissachealtro diabolico strumento...

Questo per riconfermare come gli strumenti siano solo il mezzo per la connessione/comunicazione e non il fine.

E se Gianluca fosse stato un'azienda?

Mi sembra un'ipotesi da prendere in considerazione.

Ottimo Gianluca!

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mercoledì 14 ottobre 2009

La comunicazione è critica...

Rispondo al responsabile New business Milc
www.mettiamocilatesta.it

Buon giorno Angelo,

noto con piacere che hai (giustamente) tenuto d'occhio questa discussione che, come avrai notato da buon comunicatore, ho evitato di strumentalizzare.

Il mio tentativo era quello di stimolare la parte critica di chi si associa per partito preso ad un'opinione.
Da professionisti della comunicazione dovremmo avere la capacità critica di ogni azione , altrimenti saremmo tutti uguali e poco apprezzabili singolarmente.
E' facile cliccare un bottone per diventare "fan" su facebook o chissaquale altro socialnetwork.


Quello che è più difficile è dare un'espressione critica, non per forza negativa, che sappia generare maggiore conoscenza.

Credo sia questo uno dei motivi princiapali su cui puntare: Generare maggior conoscenza, anzichè "accodarsi" ad un pensiero unico positivo, che per la legge dei grandi numeri diventi un unico pensiero senza nessuna sfumatura ne maggiore comprensione del fenomeno.

Tu dirai :

Ma abbiamo dato la possibilità di esprimere le proprie idee a tutti.

Provando a mettermi nei panni di un direttore di azienda che non percepisce il valore della buona comunicazione, penserei che quello che si è creato è solo un ennesiamo tentativo di legittimarsi in quanto tali senza nessun contributo esterno della professione di comunicatori.

Un pò come accade quando si partecipa ad una manifestazione di piazza. Tutti si sentono accodati ed uniti da un pensiero unico: Vogliamo i nostri diritti. Se li si intervista singolarmente il loro pensiero sarà "conformato"al gruppo. Nessuno però dirà mai ciò che all'interno del gruppo non funziona.

Quello che manca e che rende invece significativa la protesta è il confronto con la controparte!

Abbiamo punti di vista diversi?

Mi sembra il minimo che un professionista comunicatore deve avere. Ciò non significa andare constrocorrente ma significa semplicemente dare maggiore espressione allo stesso oggetto.

Vogliamo avere maggiore attenzione e considerazione da parte delle aziende? Cominciamo a non "piegarci" alle loro assurde pretese di mediocrità. La qualità costa di più, e questa non è una mia opinione. Se vogliono lavorare con poco che lo facciano con altri e non con noi. Dimostriamo di essere dei professionisti e non dei semplici esecutori.


P.S.

Ho provato ad inserire la mia idea sul sito mettimaocilatesta.it ma mi da errore: chiedendomi di inserire il ruolo della professione (anche se io mi ero inserito come studente) quindi non mi fa procedere.

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sabato 10 ottobre 2009

La comunicazione NON è bella

Rispondo ad un responsabile di New business di MILC

Ciao Angelo,

sono d'accordo sul valore di questa campagna, ma non era su questo che io facevo le veci dell'avvocato del diavolo.

Ribadisco la condivisione e l'apprezzamento dell'iniziativa, giusto per non essere frainteso.

Quello che però credo, correggimi se sbaglio, è generare attenzione sul fenomeno dei tagli alla comunicazione.

Quindi, premesso che sono d'accordo su ciò, quello che io pongo come autocritica personale è:

Ma cosa facciamo noi esperti di marketing e comunicazione affinchè venga dato il giusto valore ai professionisti di tale settore?

Quello che io penso è che si faccia troppa comunicazione autoreferenziale di ciò che siamo e di ciò che valiamo...ma se ciò non viene percepito mi sa che forse è perchè non lo "comunichiamo" bene, non pensi?

La prima regola di chi fa comunicazione è che la sua azione funzioni, non che sia bella o di valore!

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venerdì 9 ottobre 2009

Comunichiamo cosa è "comunicazione"




Mi occupo anche io di marketing e comunicazione...nonostante apprezzi e condivida l'iniziativa promossa da mettiamocilatesta.it, vorrei fare un pò l'avvocato del diavolo:

Ma se chi deve capire che "saper" fare comunicazione è importante NON lo capisce, forse non è anche un pò colpa nostra che non sappiamo "comunicarlo" bene?

Quello che finora è passato negli anni, attraverso gli uffici di direzione, attraverso le aziende, è che la comunicazione è "solo" saper promuovere la propria, o l'altrui, immagine; saper comunicare il brand, rendere più "appetibile" un prodotto...

Sei laureato in comunicazione?Quindi in poche parole cosa fai?

Quante volte ve lo hanno chiesto?

Quello che invece credo è che la comunicazione è qualcosa di più sottile ed impercettibile come ad esempio stabilire delle relazioni, mettere in contatto due mondi diversi.

Utilizzando la metafora della rete(come strumento e non per forza come internet).


SAPER COMUNICARE significa prima di tutto saper mettersi in relazione con altri e stabilire una connessione.


Finchè non riusciamo a "riposizionare" in nostro brand di comunicatori credo sia difficile, in termini di marketing, poter essere "desiderabili" sul mercato del lavoro!


P.s.

Per fare un esempio di cosa intendo con "saper" comunicare, date un'occhiata al blog Doctorbrand.
Io lo trovo un blog "frizzante"... saper rendersi diversi può essere la strada giusta per fare comunicazione.


Update------------------

Qui potete seguire la conversazione con un responsabile della campagna virale


Update----------

Continua ancora qui

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