Un sito comodo per conoscere i modi di dire degli americani/inglesi...
L'ho scoperto in una conversazione tramite myhappyplanet
E' davvero sorprendente cominciare a comunicare in inglese! Con persone che risiedono dall'altra parte dle mondo...
INCHIESTA - Dal porno-docente assolto a Camerino a 60 denunce contro professori di Roma che non sono mai arrivate al giudice: mappa di un sopruso sessuale coperto dall'omertà.
C’è bisogno di regole certe che rompano l’omertà e garantiscano la carriera degli studenti in, un ambiente oggi non democratico.
Perché non denunciano?
Capizzano, stimato docente molto popolare fra gli allievi e con tante amicizie importanti. era stato scoperto solo perché uno stock di video girati da lui di nascosto mentre aveva rapporti con varie universitarie nel suo studio in facoltà, trafugato, era finito in circolazione. Condannato in aprile dalla Corte dei conti a pagare 120.000 euro di danni all'ateneo, con motivazioni che includono la "rendita di posizione" sfruttata per avere quei rapporti, il 7 giugno è stato assolto dalle accuse penali (nel caso della violenza sessuale, per insufficienza di prove), e sono state assolte assieme a lui anche tre delle giovani, a loro volta accusate di corruzione del docente. L'avvocata Teresa Manente, responsabile dell'ufficio legale di Differenza donna, che gestisce i centri antiviolenza di Comune e Provincia di Roma, per correttezza non si pronuncia sul processo. Ma osserva: «Con un professore non può esserci mai un rapporto alla pari. Per me, quella che non scappa dalla stanza, accetta tutto e non denuncia, è uguale a quella che scappa. In casi simili, non ho mai visto una vera libertà di scelta. Sono giovani donne il cui eventuale consenso è viziato dalla posizione di supremazia dell'altro, anche a prescindere dal "ricatto" sull'aiuto per la per la carriera. Il docente deve trattenersi e anzi respingere le attenzioni, in caso venissero dalla ragazza. Quanto a Camerino, è un luogo piccolo e legato all'ateneo: secondo me il processo poteva essere diverso se non si fosse svolto lì».
Contromisure insufficienti
II capitolo "contromisure" è uno specchio fedele del clima generale. Nelle università sono previsti, come in tutti i luoghi di lavoro, i Comitati di pari opportunità - e ne esiste uno anche a Messina. II loro Coordinamento nazionale però è volontario, informale, in contatto con il ministero Pari opportunità e senza notizie da quello dell'Istruzione. La responsabile Grazia Morra, dell'università di Padova (vedi box nella pagina precedente), dà le cifre: «Su 77 atenei, a fine giugno risultavano esistere solo 27 Comitati. II secondo passo sarebbe quello di adottare un codice di condotta contro le molestie morali e fisiche di varia gravità: risulta esistere in otto atenei. II codice prevede un consigliere/consigliera di fiducia esterno a cui rivolgersi, che può fare tre cose: tentare la conciliazione informale, seguire il percorso formale interno (con sanzioni disciplinari) e infine, o in parallelo, aiutare la vittima a rivolgersi alla magistratura. Sempre in giugno, risultava operativa una sola consigliera. Altre, da contare sulle dita di una mano, lo saranno in ottobre» . Sono i numeri di una lunga battaglia che sta lentamente portando le università italiane ad avere almeno l'indispensabile: una persona competente e non di parte che riceva con le dovute tutele le denunce.
Ma anche questo non sembra sufficiente. Lo fa temere l'esempio di Torino: in due anni e quattro mesi, la consigliera ha visto arrivare un'unica studentessa.
Nel marzo del 2001, prima in Italia, quell'università ebbe un codice etico contro mobbing e molestie. Dal febbraio del 2002, c'è l'avvocata Alida Vitale:
prendere appuntamento è facile, le indicazioni sono nel sito dell'università, sono stati fatti i seminari di presentazione, c'è un opuscolo. Niente da fare. «Mi sono stati sottoposti vari casi», dice l'avvocata, «ma di molestie, con un professore che le ha chiesto una prestazione, finora mi ha parlato solo una laureanda che non sa se procedere. Ha paura di perdere la borsa di studio.
Le difficoltà sono sempre queste: passare l'esame, avere la borsa, il dottorato».
E quando la ricerca è passata al personale docente femminile, quasi tutte, pur in condizioni dl privacy e anonimato, si sono rifiutate di compilare quei «fogli». Nella stessa Padova, non mancano le difficoltà: il codice è stato approvato in aprile, la consigliera comincerà a lavorare a ottobre ma la professoressa Silvana Badaloni, del Comitato pari opportunità, avverte: «Già in sede di discussione un collega ha voluto aggiungere che i "contatti fisici indesiderati e inopportuni" sono sanzionati solo se volontari». In pratica il professore può sempre dichiarare che il contatto fisico non era volontario. E così il serpente si morde la coda.
Ci troviamo infatti in un momento storico delicato (se vogliamo anche triste), dove si vorrebbe decidere del futuro agricolo e alimentare del nostro paese senza coinvolgere che sa di che si parla.
Per anni abbiamo assistito, in silenzio, ad un dibattito fatto per il 90% di bugie e controbugie. Bene, ora basta! E’ noto che, a chi dice le bugie, cresce il naso da Pinocchio, ed è ora che gli cresca.
Noi, uno sparuto pugno di studenti, laureati e ricercatori in biotecnologie, rivendichiamo il nostro diritto di intervenire e di bacchettare chi dice queste bugie. Rivendichiamo il nostro diritto di prendere parte (in qualità, non irrilevante, di persone informate dei fatti) al dibattito che deciderà del futuro: nostro e dell’agro-alimentare del nostro paese.
"Quando la spesa per il personale ha una tale incidenza sul bilancio complessivo del ministero - ha commentato il ministro Mariastella Gelmini - questo significa che la nostra scuola non ha la capacità, se non si interviene strutturalmente, di rinnovarsi e di guardare con serenità al futuro. Dobbiamo assolutamente porre rimedio ad una situazione insostenibile. La scuola italiana è stata troppo spesso usata in passato come un ammortizzatore sociale. E' un dovere morale verso le nuove generazioni rivedere completamente il sistema scuola in Italia".
(27 agosto 2008)



Superato il termine suddetto senza che siano state impartite disposizioni, Poste Italiane dovrà procedere all’estinzione del Libretto. Le somme su di esso depositate saranno devolute al Fondo istituito dalla Finanziaria 2006 (art. 1 L. 266/05).

Il marchio maggiormente coinvolto – spiegano gli investigatori - è Galbani, controllato dal gruppo Lactalis Italia che controlla anche Big srl. «Sono loro i principali fornitori della Tradel. Anche clienti», si legge nell´ordinanza. Per i magistrati il sistema di riciclaggio della merce si basa proprio sui legami commerciali tra le aziende fornitrici e la Tradel
«La merce che stiamo lavorando, come tu sai, è totalmente scaduta... «, dice Luciano Bosio, il responsabile dello stabilimento della Tradel, al suo capo (Domenico Russo). Che gli risponde: «Saranno cazzi suoi... « (delle aziende fornitrici, in questo caso Brescialat e Centrale del Latte di Firenze, ndr). Il formaggio comprato e messo in lavorazione è definito - senza mezzi termini - «merda». Ma non importa, «... perché se la merce ha dei difetti. .. io poi aggiusto, pulisco, metto a posto... questo rimane un discorso fra me e te... « (Russo a un imprenditore campano, si tratta la vendita di sottilette «scadute un anno e mezzo prima»).
