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mercoledì 31 ottobre 2007

Quando un bloglab finisce, un bloglab inizia...

Oggi si è svolta la giornata conclusiva del progetto denominato "bloglab"progetto ideato e curato da Antonio Sofi(meglio conosciuto come webgol, o meglio il vincitore del blog Award ) e da Stefano Epifani.Rispettivamente Professori della facoltà di Scienze della Comunicazione "La Sapienza" di Roma l'ultimo citato, mentre professore all'Università di Firenze , Antonio Sofi.

Alla giornata conclusiva hanno partecipato in qualità di fellows Alessio Jacona (meglio conosciuto con il blogs4biz) e il simpaticissimo Diego Bianchi( conosciuto dalla blogosfera come Zoro per le sue esileranti cronache SUILPIUSEGUITODEIREALITYSHOWS).

Il progetto è andato meglio delle aspettative iniziali, così hanno detto i "capi", il nostro impegno è stato apprezzato.

Ma non è che forse il progetto è funzionato semplicemente per la modalità in cui si è svolto?

Gli strumenti di insegnamento,ho già ripetuto altre volte, devono essere migliorati...e uno strumento come quello dei blog è stato un ottimo esempio di "didattica creativa" non convenzionale.

Penso sia ormai assodato che il cervello ha bisogno di stimoli per apprendere, l'insegnamento più divertente e nello stesso tempo pratico rende gli studenti più attivi e coinvolti mentalmente e produttivamente.

Utilizzare la struttura e la tecnica che si è utilizzata all'interno di bloglab potrebbe essere d'aiuto anche per altre materie all'apparenza meno virtuali dei "semplici" blogs.

La tecnica di cui parlo è quella della "condivisione di conoscenza" , attraverso questa forma di interazione la conoscenza non viene solo ricevuta ma anche cercata individualmente...è l'informazione che viene cercata attraverso il mezzo attualmente più potente e ricco di conoscenza condivisa: il WEB 2.0.

Potrebbe essere l'evoluzione dell'e-learnig tanto citato in precedenza ma poco applicato soprattutto in campo accademico.

Il mio auspicio è che il progetto bloglab si estenda, o meglio che il suo concept venga appreso in ambito scolastico.

Infine quindi spero che bloglab sia solo l'inizio di una nuova "era" didattica!

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martedì 30 ottobre 2007

Laureati di Scienze della comunicazione, stiamo cercando voi...

Quanti di voi comunicatori appena avete finito la Laurea triennale hanno trovato lavoro?

Che tipo di lavoro?

E dopo la Specialistica?

Niente?

Se tornaste indietro nel tempo fareste la stessa scelta?

E' ora discrivere le nostre storie...

Infatti Luca propone di creare un ebook.

Le storie possono essere raccontate nel blog di Luca o le scrivete a redazione@comunitazione.it con oggetto : la mia storia da laureato.

Non credo sia la solita iniziativa bislacca, anzi!

Cominciare a parlare di noi come popolazione di comunicatori e far capire quello che veramente siamo può esserci d'aiuto!

Il vero problema di noi comunicatori infatti è proprio quello che nessuno sa bene cosa facciamo...

E' ora di far sentire la nostra voce...


Comunicatoriiiiiiiiiiiiiiiiiiii....alla riscossa, prendiamoci i nostri spazi!

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giovedì 25 ottobre 2007

Prometeus:la storia dei media e il loro/nostro futuro in 5 min



Ho appena visto su accenti un video futuristico, fantasticamente "reale" ...

Cosa sarà dei mezzi di informazione tra 20-30 anni...prometeus sembra dare una risposta non troppo impossibile.


L'autore?

Naturalmente ci manda il video dal futuro...

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mercoledì 24 ottobre 2007

Lezioni d'autore...

Stavo quasi per perdermi un evento che per me è eccezionale, sinonino di grande forza morale e soprattutto intellettuale.

Non mi sono perso l'evento grazie ad una visitina al blog webgol il quale riporta la notizia dell'ultima lezione di Randy Pausch.


Chi è Randy Pausch?

E' innanzitutto un professore della Carnegie Mellon University e direttore dell'Entertainment Technology Center presso la stessaUniversità...
Fin qui tutto normale direte voi...

Ma la straordinarietà o meglio la rarità dell'evento è che il Prof. Pausch ha tenuto la sua ultima lezione in webcast e aperta al pubblico tramite invito.

Come reagireste voi se vi dessero poco tempo per i vostri ultimi desideri terreni?

Lui il suo ultimo desidero l'ha realizzato così: da uomo straordinario!












Per chi non riuscisse a seguire bene in inglese la lezione c'è anche chi si è occupato di tradurla in italiano il blog piovono le rane.

Buona lezione!

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domenica 21 ottobre 2007

Una Facoltà dal nome sbagliato...

AGGIORNATO IL 22/10/2007 ORE 11:45

La mia proposta riguardo al nome della Facoltà ha avuto successo tant'è che Alessandra Campanile ha lanciato uno pseudo-meme in cui chiede quale nome dareste voi alla "Facoltà di Scienze della Comunicazione"...

Sbizzarritevi...ma con criterio, perchè se le proposte saranno tante si potrebbe anche proporre che la Facoltà adotti un nuovo nome (per il suo bene e anche per il nostro si intende)


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Quante volte(mi rivolgo ai colleghi laureati o studenti di Scienze della Comunicazione) vi sarete sentito dire:Ma con Scienze dellaComunicazione cosa farai di lavoro?

Ebbene sì...è una prassi ormai.

Mi sono trovato a palarne in una discussione e sono arrivato alla conclusione che:

Ciao a tutti "colleghi"!

Sono anch'io uno dei tanti comunicatori in cerca di lavoro per l'appunto di "comunicatore".

Credo che il grande problema dell'inconprensione di noi comunicatori sia il fatto che proveniamo da una facoltà dal nome sbagliato!

Mi spiego meglio, dire Scienze della Comunicazione, per chi non è abituato a capire neanche cosa sia la comunicazione rende difficile l'idea di cosa facciamo!

E vi assicuro che non sono solamente gli analfabeti a non sapere cosa faccia uno studente di scienze della comunicazione ma anche persone di una certa cultura.

Non riescono ad associare il termine "scienza" con "comunicazione" pertanto viene in automatico la domanda: "si ho capito, ma con scienze della comunicazione cosa farai da grande?"

Il problema è che la parola scienza sta ad indicare(nel luogo comune) un lavoro da laboratorio, da colui che è impegnato nella "scienza" per l'appunto, quindi il risultato è che il nome non rende l'idea.

Il fatto poi che siamo in 500.000 lo fa rendere ancora più difficile, perchè quindi si chiedono,ma dove andranno mai a lavorare tutti questi comunicatori?

Considerate che fino a qualche anno fa neanche le Pubbliche Amministrazione avevano dei reparti di comunicazione, questo per spiegare appunto quanto sia stata poco interessante la "comunicazione" fino a poco tempo fa.

Io l'avrei chiamata ad esempio, Facoltà di Manager Relationship, avrebbe sicuramente riscosso maggior successo.
E da laureati avremmo comuque potuto dire di essere dei "Manager" e non dei semplici "comunicatori"

L'inglese in un paese esterofilo come il nostro da sempre un valore in più!

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venerdì 19 ottobre 2007

Il metodo di insegnamento va cambiato!




E' bello scoprire che le mie idee riguardo i metodi di insegnamento non siano delle eresie...

Ho infatti scoperto oggi "navigando" che a Manhattan Academy i metodi ortodossi e vecchi di insegnamento li lasciano a noi...

Infatti loro applicano la teoria che per apprendere bisogna che il cervello venga stimolato...e non atrofizzato con lezioni noiosissime che produttivamente rendono poco!

Leggete l'articolo tradotto in italiano che si conclude appunto come concluderei io questo articolo...

Ma nella maggior parte dei casi stiamo ancora usando lo stesso approccio che, visto il passo con cui cambia l'informazione oggi, è ancora MENO utile di quanto lo fosse in passato. Abbiamo bisogno di un grande cambiamento.

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giovedì 18 ottobre 2007

Sprazzi di creatività!

In questi giorni di studio, mi sono concesso degli sprazzi di creatività sconfinando, ingenuamente, semplicisticamente nella pittura...

Forse chiamarla pittura è una parola grossa,ma d'altronde come chiamereste voi quell'attività fatta con un pennello ed una tela?

Ho deciso di pubblicare una mia creazione "creattivista"...si intitola "L'eternità dell'amore".



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lunedì 15 ottobre 2007

Al giorno d'oggi bisogna essere flessibili o ...bisogna flettersi?

La blogger di I have a dream ha trovato un video "paradossale" tragicomico che rappresenta metaforicamente il concetto di flessibilità nel lavoro, o meglio, come il concetto di flessibilità è stato abilmente(per non dire vigliaccamente) usato contro di noi dalla multinazinali e dalle società...

Godetevelo....

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domenica 7 ottobre 2007

Lezioni di Ragioneria in rete

Non si finisce mai di imparare, anzi, imparare in rete sembra ormai stia diventanto la nuova chimera...

La gentile Hagar ha messo ad esempio in rete 5 lezioni di Ragioneria con tanto di allegati.
Le trovate qui sotto linkate:

Lezione 1

Lezione 2

Lezione 3

Lezione 4

Con tanto di allegati...

Nel frattempo che studiate le 4 lezioni aspettiamo la gentile Hagar per l'ultima lezione numero 5.

Buona lettura...ed apprendimento!

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venerdì 5 ottobre 2007

Fieri di essere "bamboccioni"...

Caro Ministro,

premesso che ho ben capito il senso del termine, che anche se detto forse nel modo sbagliato, voleva intendere tutt'altro significato(spero).

Ma se analizziamo i fatti e la società di questi ultimi 15 anni e soprattutto da 7 anni a questa parte... noi giovani, bamboccioni, mammoni, casinisti, svogliati, poco preparati, senza lavoro e chi più ne ha più ne metta...siamo in condizioni tali da non avere speranze o aspettative sul nostro futuro!

Ed è grazie ad i nostri cari genitori(che Dio li benedica e li renda santi , tutti), e sottolineo dei nostri genitori e di nessun altro oltre loro compresi coloro i quali dovrebbero tutelare il nostro futuro il futuro degli italiani, che abbiamo ancora il coraggio e la voglia di andare a studiare in scuole fatiscenti, Università impazzite, magari in città molto lontane dalla nostra appellandoci addosso come un macigno il termine "fuori sede...".

Un termine che racchiude in se lo stesso significato di chi negli anni 60-70 partiva dal sud per trovare lavoro nelle fabbriche del nord...e si sentiva "terrone"

Persone che lasciavano le proprie terre sperando in un futuro migliore...ma almeno loro avevano la possibilità di sperare perchè lavoravano, noi neanche questo!

Arrivati nelle grosse metropoli per studiare dobbiamo diventare subito lupi, onde evitare di essere "sbranati"...dobbiamo divincolarci tra annunci Universitari, annunci di stanze a dir poco da denuncia...e non solo!

Un video molto esplicativo riassume il problema...

Stages, proposti dalle "mitiche" Facoltà , "fasulli"...

Facoltà "fasulle", Master costosissimi "fasulli"...

Lauree "fasulle"...

Per fasulle intendo che non danno ciò che promettono, e mi sembra di non bestemmiare etichettandole tali!

Viaggiamo su un treno merci mentre il resto dell'europa viaggia già da molto tempo ad alta velocità...non abbiamo paura dei confronti, ma mi lasci dire che un pò di scoraggiamento ci viene quando vediamo e conosciamo ragazzi Erasmus del resto dell'Europa che ci deridono per i nostri metodi di studio ormai obsoleti, ragazzi che a soli 23 anni hanno già finito l'università e vengono in Italia ad imparare la lingua.

Anche a me piacerebbe poter andare in Inghilterra per un anno ad imparare una lingua, ma non ho il tempo, almeno che non decida di mollare tutto qui e tentare la fortuna lì...ma come faccio dato che a 25 anni sono ancora impantanato (grazie alla geniale idea del 3+2) nel corso di specialistica, e consideri che io non ho perso neanche troppo tempo...c'è chi a 25 anni si ritrova ancora nella triennale!

Il lavoro ormai sono convinto dell'idea che dovrò inventarmelo..., non sto scherzando!

Me lo inventerò perchè quelli che esistono sono solo specchi per le allodole, non valorizzano la persona, rendono spento qualsiasi animo vivace, ti demorallizzano ancor prima di entrare, ci tengono "mansueti"...

Se il significato di bamboccioni comprendeva tutto questo, che ben venga (sperando di poter parlare a nome di tutti) siamo fieri di essere "bamboccioni"!


P.S.

Per tutti gli studenti fuori sede e non solo il portale Agenziadegliaffitti è ora attivo on-line!

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mercoledì 3 ottobre 2007

Ridere con "le lacrime" agli occhi!

Mentre gironzolavo tra i vari blog nella blogosfera mi sono imbattuto in un video alquanto divertente che prontamente la stakastagista ha pubblicato e che potete rivedere anche qui.

Il concetto di fondo è sempre lo stesso, ma se il concetto è sempre lo stesso i fatti sono due:

1) O siamo sempre monotoni

2) O c'è qualcosa(leggete problema sociale) che non va e che non cambia(e che non vuole cambiare)...

Ridere con "le lacrime" agli occhi!E' un' espressione altamente ambigua tanto quanto lo è il periodo che stiamo vivendo...tra riforme senza riuscita sociale, malcontento generale da parte dei giovani che non si vedono realizzati, sfiducia nella politica e nelle istituzioni...quindi come direbbe il grade Troisi "Non ci resta che piangere"!

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martedì 2 ottobre 2007

Essere i primi della classe significa essere primi nella vita?

Sto ascoltando su radio1, frequenza 87.50 a Roma, e si sta discutendo con l'esperto/a di turno e Enrico Ruggeri su un quesito amletico...chi è il primo della classe a scuola è anche primo della classe nella vita?

C'è un errore di fondo secondo me...che con gioia ho notato non appartenere solo ad un mio pensiero.
Leggendo il blog di cambiamondo mi sono ritrovato pienamente con un mio concetto basilare,elementare direbbe qualcuno...

Partendo dal concetto base, per cui i voti scolastici rimangono arbitrari e non esiste nessuna proporzione tra uno o l'altro soggetto, come si fa a dare un voto ad un alunno?
O meglio su cosa lo si valuta?Su una lezione imparata a memoria o se non proprio a memoria impata solo per fare l'interrogazione di turno senza lasciare traccia futura?

Perchè in effetti, tralasciando ogni demagogismo è di questo che si tratta...Gli alunni, i futuri cittadini immersi nella società del lavoro, come si fa a coinvolgerli in lezioni tediose, privi di attualità, di partecipazione ,di interazione...?

Non si fa altro che alternare riforme, inconsistenti, privi di verifiche sul campo del quale gli stessi insegnanti sono stufi e insoddisfatti, privi di creatività comunicativa...

Il ruolo di un insegnante è in primo luogo quello di comunicatore (dal latino COMMUNICARE ovvero far partecipe altri di una cosa) ma se invece il ruolo di insegnare significa solo passare dati da un punto A ad un punto B senza certificare "come" questi dati sono stati recepiti, significa che quello su cui si valuta è solo "quanti" (e non "come") dati sono riusciti a passare dal punto A al punto B.

Molti di voi risponderanno allora, "ma come si dovrebbe valutare?"...I modi alternativi sarebbero tanti, quali ad esempio prove di gruppo, anzichè interrogazioni(del quale non esiste nessun criterio di valutazione).

Le prove di gruppo sarebbero molto più interessanti e soprattutto interattive per gli studenti anzichè l'interrogazione, servirebbero per far capire che non interessa differenziare uno piuttosto che un altro alunno, ma che esiste la cooperazione, concetto quest'ultimo sottovalutato ma molto importante per una società...

Ci si abitua fin dalle scuola a far bene per se stesso, creando confusamente un concetto egoistico e poco produttivo nella società futura.

Prendere 10 in un interrogazione non dovrebbe aver valore se poi questo "10 " andrà a rapportarsi nella società con mille "4" e non riuscirà a rapportarsi...

Essere bravi(ammesso che il10 attesti la preparazione) per fine a se stesso, non ha valore in una società complessa dove l'interazione e la condivisione sono all'ordine di una società civile.

Oltretutto la differenziazione attraverso una valutazione individuale crea discrepanze"virtuali" tra i futuri "cittadini del mondo".

Se invece si imparasse, già a scuola, a saper cooperare, saper condividere, saper "interagire" forse sarebbe più produttivo che un "insignificante" quanto "svalutato" 10 in pagella...

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